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Un'Italia eroica e concentrata batte la Scozia 18-15 alla prima giornata del Sei Nazioni 2026

Ieri si è giocata la prima partita per gli azzurri del rugby al Sei Nazioni 2026, l'avversario era la Scozia, una squadra in piena crisi che arriva da sconfitte pesanti come quella contro l'Argentina o quella di luglio scorso contro le Fiji, una nazionale che in meno di 3 anni è passata dal sesto posto nel ranking Mondiale al nono(solo una posizione di distanza dall'Italia) e chissà se proprio questa sconfitta contro l'Italia possa far crollare di un'altra posizione gli scozzesi...

Gregor Towsend stupisce tutti con la scelta di escludere due dei giocatori più forti della rosa come Van der Merwe e Kinghorn. Al posto dell'estremo di Tolosa c’è Tom Jordan, giocatore duttile e fondamentele per i Bears di Bristol, club al terzo posto della English Premiership. In questa stagione ha totalizzato 13 presenze di cui 9 da mediano d'apertura e 4 da estremo, segnando 70 punti. In nazionale invece ha ricoperto diversi ruoli: ha giocato come centro contro le Fiji, è subentrato a Russell come mediano d'apertura contro la Nuova Zelanda, come ala contro l'Argentina(sempre entrando dalla panchina), e nell'ultima partita prima del Sei Nazioni contro Tonga ha giocato come estremo, confermato in questa posizione anche contro l'Italia.

Van der Merwe era stato già escluso contro gli All Blacks a novembre.

L'Italia, al contrario della Scozia, si presenta alla partita d'esordio con l'infermieria piena ma sempre competitiva, gli assenti per infortunio sono 9, tutti potenziali titolari: Riccioni, Vintcent, Negri, Varney, Page-Relo, Capuozzo, Allan, Todaro, Lucchesi.

Eppure l'Italia dimostra fin da subito di poter mettere in difficoltà la difesa avversaria, con "fiamme negli occhi" come cantavano i coma_cose, che mai avevamo visto in una nazionale. La prima meta azzurra arriva dopo 8 minuti, un calcetto perfetto di Brex innesca la corsa dell'ala di Treviso Louis Lynagh, che raccoglie l'ovale e si lancia in area di meta: 5-0, Garbisi prende il palo sulla trasformazione.

Lynagh e Marin si abbracciano dopo il vantaggio azzurro
Lynagh e Marin si abbracciano dopo il vantaggio azzurro

L'"ira" degl'italiani non si ferma e dopo 6 minuti Menoncello(largo a sinistra) segna la seconda meta della partita, il centro di Benetton in tutto il primo tempo ha ricoperto una posizione più laterale rispetto all'ala di ruolo Ioane(apparso più in affanno del solito). Stavolta Garbisi trasforma la meta con un bel calcio, risultato sul 12-0.

Dopo una partenza shock della Scozia arriva proprio la reazione d'orgoglio dei "cardi", con intensità e fisicità arrivano all'interno dei 22 metri italiani, e con diverse punizioni conquistate arrivano alla meta grazie al pacchetto degli avanti, alla fine a rompere la linea è il terza linea Jack Dempsey. Finn Russell non sbaglia il calcio, 12-7.

Dempsey segna la prima meta scozzese
Dempsey segna la prima meta scozzese

Sotto al diluvio di Roma la partita si fa spezzettata e piena di "up and under", le due squadre cercano di mettersi in difficoltà, con la pioggia negli occhi ogni pallone alto può essere un'occasione di riconquista del pallone per gli avversari, a Ioane sfugge più di qualche palla bagnata dalle mani, non sono da meno gli scozzesi.

Il primo tempo si conclude con la punizione segnata da Paolo Garbisi, alla seconda stagione con Tolone. Risultato portato al 15-7.

Il secondo tempo si apre con due punizioni, entrambe vincenti, prima con Russell e poi con Garbisi, questi saranno gli ultimi punti segnati dall'Italia.

Con la pioggia che non sembra smettere, l'Italia continua a tenere lontani gli scozzesi dalla propria zona punti. L'ammonizione del tallonatore Turner, appena entrato al posto di un insufficiente Ashman (che ha sbagliato quasi tutti i lanci su touche) fa respirare gli azzurri che hanno comunque dominato la mischia per tutti gli ottanta minuti.

La nazionale italiana non sfrutta però la superiorità numerica commettendo anche qualche fallo in attacco.

Finn Russell, mediano d'apertura della Scozia
Finn Russell, mediano d'apertura della Scozia

La partita si riapre ufficialmente grazie alla meta di George Horne, che è bravissimo nello strappare la palla al numero 16 scozzese al momento perfetto e a schiacciarla dalla bandierina, il "gigante" Russell non riesce a trasformare un calcio da una posizione comunque difficilissima, tenendo conto anche delle condizioni meteorologiche. Gli ultimi minuti sono pura adrenalina, gli azzurri passano dalla linea dei 22 scozzese con la scelta di andare fuori in touche al doversi difendere all'interno della propria metà campo, i britannici risalgono il campo a suon di cariche con il pack avanzato, dopo ben 29 fasi gli scozzesi devono inginocchiarsi all'Italia che con un tenuto alto vince due anni dopo l'ultima vittoria contro la Scozia sempre all'Olimpico, seconda vittoria della Cuttitta Cup negli ultimi tre anni.

Gli uomini di Quesada affronteranno l'Irlanda sabato alle 15:10 all'Aviva Stadium, mentre la Scozia dovrà affrontare una tra le due squadre favorite alla vittoria del titolo: l'Inghilterra, sabato alle 17:40.


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